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Romanzo del 1978, tradotto dal giapponese da Maria Teresa Orsi. L'autrice - classe 1947, figlia di Dazai Osamu, scrittore morto suicida poco dopo la nascita della figlia - č piuttosto nota in patria, ma quasi completamente ignorata all'estero (a oggi, questo č il suo unico libro uscito in Italia). La storia segue Koko, donna divorziata che vive da sola in cittā. La figlia ancora piccola preferisce vivere con la zia, mentre lei, persa in relazioni senza sbocco, sembra destinata alla solitudine. Fino a quando una nuova gravidanza potrebbe ridare senso alla sua vita. O no? Un romanzo intenso, ma anche di non facile lettura, forse per una prosa molto attenta agli stati d'animo, resi molto bene anche se non sempre semplici da percepire, a pelle. Intenso poi soprattutto per i temi, molto personali, molto duri. Il rapporto della donna con se stessa, con la famiglia, con la possibile gravidanza, con i ricordi del fratello handicappato sono un intarsio inestricabile, ma emozionante, che mantiene vivida tutta la sua ambiguitā.
Stefano Locati
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