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Seguito del bestseller Ring, pubblicato originariamente nel 1995, da cui nel 1998 è stato tratto l'omonimo film di Iida Joji. Quanto il film è confuso, machiavellico e pretenzioso, tanto il romanzo è concentrico e misurato nelle sue continue reinvenzioni della maledizione e delle sue implicazioni. Protagonista è questa volta Ando Mitsuo, medico legale, che nell'effettuare l'autopsia di un conoscente rinviene un foglietto di carta contenente un crittogramma che, una volta decifrato, compone la parola "ring". Il virus sovrannaturale si evolve e attecchisce, minacciando una pandemia. Adattando intelligentemente il concetto di seguito, Suzuki amplia il suo universo, passando da medium e tecnologia a matematica e biologia, costruendo un altro mistero sovrannaturale sincopato. La scrittura sferzante, estremamente razionale, crea un riuscito cortocircuito con i fatti sempre più incredibili che si susseguono, vivendo di contrasti. Anche in questo caso, purtroppo, da segnalare che la traduzione, di Chiara Salina, è effettuata dall'inglese e non dall'originale giapponese.
Stefano Locati
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