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Dopo il successo internazionale di Shanghai Baby (2000), in questo secondo romanzo del 2005 torna la protagonista, Coco, e le sue avventure a base di svogliato esistenzialismo e intercorsi amorosi. Entrambi i romanzi hanno causato problemi con la rigida censura cinese per gli aspetti decadente-"borghesi" descritti e la liceità dei costumi sessuali. Zhou Weihui è stata accostata alla nuova generazione di scrittrici spudorate cinesi come Mian Mian (Nove oggetti di desiderio) o Shu Chun (Ragazza di Pechino), anche se in questo caso la sfrontata ribellione nichilista è stemperata in candori della più classica chick-lit di stampo Sex and the City.
Sposerò Buddha non è in effetti altro che la solita inesausta ricerca dell'amore perfetto, adattata ai ritmi e al sentire di una nuova generazione. La scrittura (traduzione dall'originale di Yuan Huaqing) è raffinata, accattivante, così come approfondito è lo sguardo (auto)analitico sul proprio sentire - in cui Coco è piuttosto chiaramente una sorta di alias romanzato della stessa autrice. A mancare è semmai un intreccio più articolato e uno scarto in avanti rispetto al precedente Shanghai Baby, di cui è ricalcata completamente la formula a diario.
Stefano Locati
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