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Ultimi aggiornamenti

Rotterdam International Film Festival 2013

rotterdam 2013 a fallible girlAncora una grande abbuffata per gli appassionati di cinema orientale, e non solo per loro, offerta quest'anno dal Festival di Rotterdam. C'è spazio per tutto, tranne che per il cinema mainstream o per i red carpet che pure fanno la fortuna di tante blasonate manifestazioni cinematografiche. Venti sale a disposizione per oltre 700 film presentati, ognuno con due o tre repliche. I motivi di questa ipertrofia filmica festivaliera sono vari.

 

GODZILLA IL RE DEI MOSTRI (2012)

godzilla_il_re_dei_mostriCome ricordano gli autori nelle prime righe dell'introduzione, Godzilla è ormai "un'icona del XX secolo", "uno dei personaggi simbolo del fantastico mondiale" (p. 7). Come King Kong, Godzilla ha colonizzato l'immaginario popolare, e continua a farlo a più di cinquant'anni dalla sua nascita; più di King Kong, Godzilla si è imposto riproducendosi in infinite varianti e sui più disparati media, fino a creare un universo coerente di creature e stili visivi. Anche per questa giocosa sovraesposizione, gli studi sul mostro gigante proveniente dalle profondità marine e frutto di radiazioni atomiche sono tantissimi. Il saggio di Davide Di Giorgio, Andrea Gigante e Gordiano Lupi, oltre a essere uno dei pochi in italiano, ha però il merito di unire la conoscenza di fatti e retroscena con una indiscutibile passione. E in un panorama di saggistica sul cinema spesso chiusa in considerazioni ombelicali, poter leggere parole appassionate e divulgative - qualsiasi sia l'argomento - è rinfrancante.

 

Thieves, The (2012)

thieves_0La banda di Popie, eterogenea gang di ladri professionisti, si unisce all'ambiguo Macao Park e a dei colleghi di Hong Kong nell'impresa, pericolosa quanto stimolante, di rubare un gioiello a un implacabile e misterioso boss della mafia cinese. Ma ben presto riemergono vecchie cicatrici, insieme alla consapevolezza che nel mondo del crimine è impossibile fidarsi di qualcuno.

 

Russian Novel, The (2012)

russian_novel_0Dopo che dalla Corea del Sud è arrivato uno dei più bei film sulla poesia, Poetry (2010), dallo stesso paese giunge ora un'affascinante pellicola sulla letteratura. The Russian Novel ha per protagonisti Shin-hyo e un gruppo di amici, con la passione per la scrittura, costituiscono una sorta di Living Novelist Society, il corrispettivo della Dead Poet Society di L'attimo fuggente (1989). Si riuniscono in mezzo ai boschi, la loro Arcadia si chiama Wuyeonje. E, tra colori autunnali, boschetti di bambù, campi di grano di colore giallo oro, concepiscono e scrivono i loro romanzi. Il film comincia con una riflessione sottilissima sulla narratologia, con un continuo andirivieni tra scrittura e messa in scena. La storia del film è raccontata e commentata da una polifonia di voci off diverse, che combaciano con quelle dei personaggi, che si intrecciano, e con lunghe didascalie. Come in un romanzo che alterna dialoghi, discorsi diretti, e narrazione. I personaggi sono quindi al contempo scrittori e scritti, narratori, produttori di storie, ed espressioni narrative. E, ad aumentare la complessità, c'è anche il teatro. Le loro storie vengono messe in scena, subito visualizzate in immagini, da un gruppo di attori off che fanno pure parte della  Wuyeonje. La storia può così passare dalla tragedia greca al romanzo russo.

 

Complex, The (2013)

complex_0Dopo la deludente prova anglosassone di Chatroom (2010), Nakata Hideo torna sui passi a lui famigliari del j-horror. Come nella migliore tradizione di questo genere, l'orrore alligna nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni, che in questo film è rappresentata dal complesso residenziale in cui vive la protagonista, la studentessa in infermeria Asuka, un casermone fatiscente e squallido, fatto di cemento, costituito da piccoli appartamenti, frutto dello sviluppo urbano atomistico giapponese. Un'ambientazione opprimente, desolata, dove tra vicini di casa vige la prassi dell'incomunicabilità, che si rivelerà come un formicaio degli orrori, teatro nel passato di eventi delittuosi e, inevitabilmente, infestato da fantasmi. E gli incubi emergeranno dai ricordi d'infanzia, dai giochi di cortile, altalena, scivolo, che spuntano nello spiazzo di cemento. Gli eventi che si susseguono, uno più spaventoso dell'altro, rendono sempre più precario l'equilibrio mentale di Asuka.

 

Busan International Film Festival 2012

busan_2012Alla sua 17ma edizione il Busan Film Festival conferma sempre più il suo ruolo dominante nelle gerarchie di settore, non solo per ciò che riguarda le faccende d'Asia. Più di 300 film - una bulimia forse eccessiva, considerato che in sala è possibile vederne al più una sessantina - una vetrina fondamentale per il mercato (di qui passa tutto o quasi il meglio transitato nei grandi festival occidentali, oltre ad anteprime mondiali, come quella de Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini), un faro per Corea e sud-est asiatico.

 

Lost in Thailand (2012)

lost_in_thailand_0Uscito prima delle vacanze natalizie, con quasi 200 milioni di dollari guadagnati, Lost in Thailand ha segnato il più alto incasso complessivo per un film cinese nella storia del paese. Un successo inaspettato anche per il regista - nonché produttore, sceneggiatore e protagonista della pellicola -, l’attore Xu Zhung, alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa. Il segreto di tanta fortuna al box office può essere rintracciato nella semplicità degli elementi messi insieme con perizia da Xu, il quale ha prodotto un film in grado di incontrare i gusti di tutti. Dopo il fortunato Lost on Journey (2010), Xu ha riproposto infatti lo stesso modello, facendo di nuovo coppia comica con Wang Bao-qiang, ma aggiungendo alcuni spunti chiaramente presi di peso dalle fortunate commedie americane di Todd Phillipps, come Una notte da leoni (il cui secondo capitolo è ambientato, guarda caso, proprio in Thailandia) e Parto col folle.

 

In ricordo di Donald Richie

richie_kurosawaIl decano degli studiosi di cinema giapponese, e in generale uno dei cantori più acuti della cultura del Sol Levante, Donald Richie, si è spento in un ospedale di Tokyo all'età di 88 anni. Definito dal giornalista Tom Wolfe come «il Lafcadio Hearn del nostro tempo, un tramite sottile, elegante e ingannevolmente semplice tra due culture confuse l’una dall’altra: quella giapponese e quella americana», è stato paragonato così al grande scrittore di fine Ottocento, americano ma considerato di fatto un autore giapponese.

 

All Apologies (2012)

all_apologies_0Regista indipendente, Emily Tang trova nel suo terzo lungometraggio un equilibrio dopo l'artefatto Conjugation (2001) e il cerebrale Perfect Life (2008), raccontando una storia periferica e durissima sulla situazione della donna nella Cina neanche troppo rurale. Accordandondosi a uno stile più strettamente narrativo, con una fotografia contrastata e una colonna sonora ingentilita, in All Apologies riesce a far intravvedere una rabbia lieve, che non ha bisogno di declamare la propria avversità o di urlare giudizi morali didascalici.

 

Japan's Tragedy (2012)

japans_tragedy_0Japan's Tragedy si conclude con una dedica alle vittime del terremoto e dello tsunami del 2011 e alle 31.560 persone che nel 2010 hanno commesso suicidio, per vari motivi, in Giappone. Il film inizia con una lunga inquadratura statica che ritrae un uomo anziano, il grande attore classico Nakadai Tatsuya, nel suo appartamento. Un dettaglio di questa immagine fornisce subito un elemento narrativo centrale: si intravede in una stanza un altare funebre con la foto della moglie, segno che l'uomo è da poco vedovo. Minato dal cancro decide di ritirarsi nella sua casa, rifiutare cure e cibo e vivere gli ultimi momenti della propria vita nel ricordo della defunta consorte, nonostante le suppliche del figlio che, a sua volta, ha appena perso la moglie e la figlia nel recente tsunami.

 

Sanyutei Encho, LA LANTERNA DELLE PEONIE (1884)

lanterna_delle_peonie_sanyutei_enchoLa lanterna delle peonie (Kaidan botandoro) è un racconto di fantasmi tradizionale molto conosciuto in Giappone: la sua origine risale a una storia cinese del 1378, Mudan dengji, redatta da Qu You, poi diffusasi in Giappone a partire dal XV secolo. Delle infinite varianti successive, quella di Sanyutei Encho (1839-1900) è tra le più conosciute. Sanyutei era un rakugoka, un narratore professionista di storie, che si esibiva negli yose, piccoli teatri utilizzati da declamatori di vari generi. La sua prima versione orale della storia risale al 1861, base per una rielaborazione successiva quando l'autore ebbe l'intuizione, spinto da alcuni critici, di dare una forma stabile scritta, ulteriormente arricchita di sottotrame e personaggi.

 


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