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Ultimi aggiornamenti

Backwater (2013)

blackwater_01988: Toma è un diciassettenne che vive in una piccola città fluviale. La sua esperienza di vita passa attraverso i rapporti con un padre manesco e losco, con cui vive insieme alla sua compagna, con la madre, una donna dimessa che fa la pescivendola, che va a trovare spesso, e con le esperienze amorose adolescenziali. Tensioni, gelosie, violenze. Ma il fiume continua a scorrere, indifferente alle vicende degli uomini che vivono sulle sue rive.

 

Festival di Cannes 2013

cannes2013_locandinaIl cinema orientale torna a giocare un ruolo da protagonista sulla Croisette, in quella che sarà ricordata, in generale, come un'ottima edizione del festival. Le due sezioni più importanti, il concorso e Un Certain Regard, hanno visto le opere dell'est asiatico competere per i massimi premi. Grande esclusa quest'anno però la Corea del Sud, al contrario dell'anno scorso in cui era l'unica nazione asiatica in concorso e con ben due film, di Hong e Im Sang-soo, mentre è risultata significativa la presenza delle Filippine.

 

Shield of Straw (2013)

shield_of_straw_0«Uccidete Kunihide Kiyomaru e vi pagherò un miliardo di yen»: questo è il proclama della taglia messa dal magnate Ninagawa (interpretato da Yamazaki Tsutomu, il vecchio attore feticcio di Itami Juzo) per vendicare la nipotina di sette anni, barbaramente abusata e uccisa. Il colpevole è stato catturato dalla polizia ed è tenuto presso la stazione di Fukuoka, da cui deve essere trasferito a Tokyo. Quattro ufficiali hanno il compito di trasportare e scortare quello che è un bersaglio vivente in un viaggio di 1.200 km, consapevoli della gran quantità di killer potenziali che possono annidarsi ovunque, anche tra le stesse forze dell'ordine, e convinti, per senso del dovere, a difendere un essere così abietto.

 

Rassegna di cinema giapponese di Firenze

rassegna_cinema_giapponese_firenze_2013Si svolge dal 22 al 25 maggio 2013 a Firenze, presso il cinema Odeon, la terza edizione della Rassegna di cinema giapponese. Saranno presentate venti pellicole tra lungometraggi, documentari, anime e cortometraggi. Tra le novità di quest'anno, il progetto 11 marzo - Per non dimenticare, dedicato alla tragedia di Fukushima, con un focus di documentari sul disastro del 2012.

 

Intervista a Yan Chun Su

yan_chun_suYan Chun Su è un'apprezzata documentarista cinese. Prima di intraprendere la carriera di regista ha lavorato negli Stati Uniti come ingegnere informatico e, quindi, ha iniziato a viaggiare per il mondo, come fotografa, toccando la Patagonia, l'Amazzonia, l'Artico, la Mongolia e alcune tra le più isolate zone della Cina del sud-est asiatico. Nel 2006 realizza il suo primo film Sega, African School Dream, andato in onda per Current Tv, e realizzato in un piccolo villaggio del Ghana. Da sempre interessata alle questioni delle minoranze etniche in Cina e dagli sconvolgimenti che i cambiamenti nei vari ecosistemi, dovuti all'agire dell'uomo, hanno sugli stili di vita delle popolazioni locali, realizza nel 2010 il documentario Treasure of the Lisu, lavorando come one-woman crew. Il lavoro, un ritratto intimo di uno degli ultimi portatori tradizionali di etnia Lisu a confronto con i lavori che mettono in pericolo il fiume Saluen, è stato presentato in diversi festival internazionali di documentari etnografici e antropologici, tra cui, recentemente, IntimaLente – Festival di Film Etnografici (Caserta, 6-9 dicembre 2012, http://www.intimatelensfestival.com).

 

Rotterdam International Film Festival 2013

rotterdam 2013 a fallible girlAncora una grande abbuffata per gli appassionati di cinema orientale, e non solo per loro, offerta quest'anno dal Festival di Rotterdam. C'è spazio per tutto, tranne che per il cinema mainstream o per i red carpet che pure fanno la fortuna di tante blasonate manifestazioni cinematografiche. Venti sale a disposizione per oltre 700 film presentati, ognuno con due o tre repliche. I motivi di questa ipertrofia filmica festivaliera sono vari.

 

SPECIALE Far East Film 2013

feff2013_locandinaRitorno a Udine per la quindicesima edizione del Far East Film Festival, ossia il più grande festival europeo di cinema popolare dell'est asiatico. Dal 19 al 27 aprile 2013 si è consumata una nuova avventura nei territori in Italia ancora colpevolmente impraticati del cinema asiatico più vitale. Nove giorni di proiezioni e festa cinematografica purtroppo incupiti dalla nota dolente dei continui tagli di budget, che costringono a qualche ripiego doloroso - come la sostanziale assenza di una retrospettiva, punto imprescindibile della passate edizioni, il ridimensionamento del bookshop o la scomparsa delle feste notturne, se non in subappalto. I tagli però portano almeno a un vantaggio: la dismissione delle fastidiose traduzioni in simultanea con cuffie (regolarmente troppo alte o in rumorosa caduta libera nei momenti di assopimento) a favore della sottotitolatura elettronica - finalmente! A restare immutata è la passione di organizzatori, volontari e pubblico, con le tante note di colore che traspaiono almeno in parte dai nostri "diarietti dal festival", a cui si rimanda. La selezione si attesta sulla sessantina di titoli, con predominanza dei soliti Giappone, Corea del Sud e Cina, il gradito aumento di Taiwan, la nostalgica finestra su Hong Kong, e degli assaggi da Thailandia, Filippine, Indonesia e Malesia. La novità dovrebbe essere l'ingresso della Corea del Nord, con però un titolo in co-produzione con l'Europa che non necessariamente rispecchia l'attuale produzione dell'enigmatica dittatura. Va male nel reparto retrospettivo, come accennato: ci si deve accontentare di tre film di/con King Hu, due già ampiamente conosciuti e una divertente commediola di cui è stato protagonista, e di un unico film per il dovuto omaggio al regista delle Filippine Mario O'Hara. Il 2013 consegna comunque a conti fatti una qualità media rassicurante, con pochissimi scivoloni e solo una manciata di picchi, sufficienti però per continuare a guardare a queste cinematografie con la dovuta attenzione.

 

Like Father, Like Son (2013)

like_father_like_son_0Quello della famiglia è uno dei temi cardine del cinema nipponico, da quello classico di Ozu fino ai nuclei disfunzionali di Miike, Ishii, Suo e Sono, ed è un motivo conduttore della filmografia stessa di Koreeda. Con Like Father, Like Son il regista arriva, come aveva fatto anche in Nobody Knows, attraverso una situazione limite, a mettere in forte discussione i legami famigliari stessi. Koreeda racconta di un caso di scambio di neonati in un reparto maternità – a quanto pare una situazione che si verifica con una certa frequenza e un tema molto battuto al cinema, soprattutto in film francesi, dove si è spesso giocato, come in questo film, sul divario sociale tra le due famiglie. Koreeda, nel merito, ha fatto ricerche su casi di cronaca di quel tipo avvenuti in Giappone nel periodo di forte crescita demografica degli anni Sessanta, ma solo per un semplice spunto. Quello che gli interessa è mettere in forte conflittualità il concetto stesso di paternità e maternità. Quali sono davvero i propri figli? Quelli biologici o quelli di fatto? I legami famigliari sono quelli di sangue o quelli che si creano con un meccanismo etologico di imprinting?

 

I vincitori di Far East Film Festival 2013

far_east_film_2013_vincitori_aSi è conclusa la quindicesima edizione del Far East Film Festival di Udine (19-27 aprile 2013). L'Audience Award è andato a sorpresa alla commedia How to Use Guys with Secret Tips di Lee Won-suk (Corea del Sud), con una media di 4,42 su 5. Secondo è arrivato l'horror Countdown di Nattawut "Baz" Poonpirya (Thailandia), con una media di 4,36, mentre terzo si è dimostrato il nostalgico action Ip Man - The Final Fight di Herman Yau (Hong Kong). Il Black Dragon Audience Award è andato invece al romantico Touch of the Light di Chang Jung-chi (Taiwan), con una media di 4,17. Infine il My Movies Audience Award, stabilito tramite votazioni internet e sms, è andato alla commedia sulle identità multiple It's Me It's Me di Miki Satoshi (Giappone), con largo margine di voti.

 

I vincitori di Asian Film Festival 2013

logo_asianNella serata di chiusura del festival, giovedì 11 aprile 2013, sono stati assegnati i premi dell'undicesima edizione dell'Asian Film Festival di Reggio Emilia. Quest'anno i premi da attribuire erano tre: il premio per il miglior film, stabilito dal voto del pubblico - una novità introdotta in questa edizione; il premio per il film più originale, scelto da una giuria di studentesse universitarie che hanno collaborato con il festival, grazie a un accordo con l'università di Modena e Reggio Emilia; il premio della critica, assegnato da una giuria del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, sezione Emilia Romagna e Marche. Di seguito i film vincitori:

 

GODZILLA IL RE DEI MOSTRI (2012)

godzilla_il_re_dei_mostriCome ricordano gli autori nelle prime righe dell'introduzione, Godzilla è ormai "un'icona del XX secolo", "uno dei personaggi simbolo del fantastico mondiale" (p. 7). Come King Kong, Godzilla ha colonizzato l'immaginario popolare, e continua a farlo a più di cinquant'anni dalla sua nascita; più di King Kong, Godzilla si è imposto riproducendosi in infinite varianti e sui più disparati media, fino a creare un universo coerente di creature e stili visivi. Anche per questa giocosa sovraesposizione, gli studi sul mostro gigante proveniente dalle profondità marine e frutto di radiazioni atomiche sono tantissimi. Il saggio di Davide Di Giorgio, Andrea Gigante e Gordiano Lupi, oltre a essere uno dei pochi in italiano, ha però il merito di unire la conoscenza di fatti e retroscena con una indiscutibile passione. E in un panorama di saggistica sul cinema spesso chiusa in considerazioni ombelicali, poter leggere parole appassionate e divulgative - qualsiasi sia l'argomento - è rinfrancante.

 


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