You are here:   Home

Ultimi aggiornamenti

Rassegna di cinema giapponese di Firenze

rassegna_cinema_giapponese_firenze_2013Si svolge dal 22 al 25 maggio 2013 a Firenze, presso il cinema Odeon, la terza edizione della Rassegna di cinema giapponese. Saranno presentate venti pellicole tra lungometraggi, documentari, anime e cortometraggi. Tra le novità di quest'anno, il progetto 11 marzo - Per non dimenticare, dedicato alla tragedia di Fukushima, con un focus di documentari sul disastro del 2012.

 

I vincitori di Far East Film Festival 2013

far_east_film_2013_vincitori_aSi è conclusa la quindicesima edizione del Far East Film Festival di Udine (19-27 aprile 2013). L'Audience Award è andato a sorpresa alla commedia How to Use Guys with Secret Tips di Lee Won-suk (Corea del Sud), con una media di 4,42 su 5. Secondo è arrivato l'horror Countdown di Nattawut "Baz" Poonpirya (Thailandia), con una media di 4,36, mentre terzo si è dimostrato il nostalgico action Ip Man - The Final Fight di Herman Yau (Hong Kong). Il Black Dragon Audience Award è andato invece al romantico Touch of the Light di Chang Jung-chi (Taiwan), con una media di 4,17. Infine il My Movies Audience Award, stabilito tramite votazioni internet e sms, è andato alla commedia sulle identità multiple It's Me It's Me di Miki Satoshi (Giappone), con largo margine di voti.

 

I vincitori di Asian Film Festival 2013

logo_asianNella serata di chiusura del festival, giovedì 11 aprile 2013, sono stati assegnati i premi dell'undicesima edizione dell'Asian Film Festival di Reggio Emilia. Quest'anno i premi da attribuire erano tre: il premio per il miglior film, stabilito dal voto del pubblico - una novità introdotta in questa edizione; il premio per il film più originale, scelto da una giuria di studentesse universitarie che hanno collaborato con il festival, grazie a un accordo con l'università di Modena e Reggio Emilia; il premio della critica, assegnato da una giuria del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, sezione Emilia Romagna e Marche. Di seguito i film vincitori:

 

GODZILLA IL RE DEI MOSTRI (2012)

godzilla_il_re_dei_mostriCome ricordano gli autori nelle prime righe dell'introduzione, Godzilla è ormai "un'icona del XX secolo", "uno dei personaggi simbolo del fantastico mondiale" (p. 7). Come King Kong, Godzilla ha colonizzato l'immaginario popolare, e continua a farlo a più di cinquant'anni dalla sua nascita; più di King Kong, Godzilla si è imposto riproducendosi in infinite varianti e sui più disparati media, fino a creare un universo coerente di creature e stili visivi. Anche per questa giocosa sovraesposizione, gli studi sul mostro gigante proveniente dalle profondità marine e frutto di radiazioni atomiche sono tantissimi. Il saggio di Davide Di Giorgio, Andrea Gigante e Gordiano Lupi, oltre a essere uno dei pochi in italiano, ha però il merito di unire la conoscenza di fatti e retroscena con una indiscutibile passione. E in un panorama di saggistica sul cinema spesso chiusa in considerazioni ombelicali, poter leggere parole appassionate e divulgative - qualsiasi sia l'argomento - è rinfrancante.

 

Thieves, The (2012)

thieves_0La banda di Popie, eterogenea gang di ladri professionisti, si unisce all'ambiguo Macao Park e a dei colleghi di Hong Kong nell'impresa, pericolosa quanto stimolante, di rubare un gioiello a un implacabile e misterioso boss della mafia cinese. Ma ben presto riemergono vecchie cicatrici, insieme alla consapevolezza che nel mondo del crimine è impossibile fidarsi di qualcuno.

 

Russian Novel, The (2012)

russian_novel_0Dopo che dalla Corea del Sud è arrivato uno dei più bei film sulla poesia, Poetry (2010), dallo stesso paese giunge ora un'affascinante pellicola sulla letteratura. The Russian Novel ha per protagonisti Shin-hyo e un gruppo di amici, con la passione per la scrittura, costituiscono una sorta di Living Novelist Society, il corrispettivo della Dead Poet Society di L'attimo fuggente (1989). Si riuniscono in mezzo ai boschi, la loro Arcadia si chiama Wuyeonje. E, tra colori autunnali, boschetti di bambù, campi di grano di colore giallo oro, concepiscono e scrivono i loro romanzi. Il film comincia con una riflessione sottilissima sulla narratologia, con un continuo andirivieni tra scrittura e messa in scena. La storia del film è raccontata e commentata da una polifonia di voci off diverse, che combaciano con quelle dei personaggi, che si intrecciano, e con lunghe didascalie. Come in un romanzo che alterna dialoghi, discorsi diretti, e narrazione. I personaggi sono quindi al contempo scrittori e scritti, narratori, produttori di storie, ed espressioni narrative. E, ad aumentare la complessità, c'è anche il teatro. Le loro storie vengono messe in scena, subito visualizzate in immagini, da un gruppo di attori off che fanno pure parte della  Wuyeonje. La storia può così passare dalla tragedia greca al romanzo russo.

 

Intervista a Yan Chun Su

yan_chun_suYan Chun Su è un'apprezzata documentarista cinese. Prima di intraprendere la carriera di regista ha lavorato negli Stati Uniti come ingegnere informatico e, quindi, ha iniziato a viaggiare per il mondo, come fotografa, toccando la Patagonia, l'Amazzonia, l'Artico, la Mongolia e alcune tra le più isolate zone della Cina del sud-est asiatico. Nel 2006 realizza il suo primo film Sega, African School Dream, andato in onda per Current Tv, e realizzato in un piccolo villaggio del Ghana. Da sempre interessata alle questioni delle minoranze etniche in Cina e dagli sconvolgimenti che i cambiamenti nei vari ecosistemi, dovuti all'agire dell'uomo, hanno sugli stili di vita delle popolazioni locali, realizza nel 2010 il documentario Treasure of the Lisu, lavorando come one-woman crew. Il lavoro, un ritratto intimo di uno degli ultimi portatori tradizionali di etnia Lisu a confronto con i lavori che mettono in pericolo il fiume Saluen, è stato presentato in diversi festival internazionali di documentari etnografici e antropologici, tra cui, recentemente, IntimaLente – Festival di Film Etnografici (Caserta, 6-9 dicembre 2012, http://www.intimatelensfestival.com).

 

Rotterdam International Film Festival 2013

rotterdam 2013 a fallible girlAncora una grande abbuffata per gli appassionati di cinema orientale, e non solo per loro, offerta quest'anno dal Festival di Rotterdam. C'è spazio per tutto, tranne che per il cinema mainstream o per i red carpet che pure fanno la fortuna di tante blasonate manifestazioni cinematografiche. Venti sale a disposizione per oltre 700 film presentati, ognuno con due o tre repliche. I motivi di questa ipertrofia filmica festivaliera sono vari.

 

Lost in Thailand (2012)

lost_in_thailand_0Uscito prima delle vacanze natalizie, con quasi 200 milioni di dollari guadagnati, Lost in Thailand ha segnato il più alto incasso complessivo per un film cinese nella storia del paese. Un successo inaspettato anche per il regista - nonché produttore, sceneggiatore e protagonista della pellicola -, l’attore Xu Zhung, alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa. Il segreto di tanta fortuna al box office può essere rintracciato nella semplicità degli elementi messi insieme con perizia da Xu, il quale ha prodotto un film in grado di incontrare i gusti di tutti. Dopo il fortunato Lost on Journey (2010), Xu ha riproposto infatti lo stesso modello, facendo di nuovo coppia comica con Wang Bao-qiang, ma aggiungendo alcuni spunti chiaramente presi di peso dalle fortunate commedie americane di Todd Phillipps, come Una notte da leoni (il cui secondo capitolo è ambientato, guarda caso, proprio in Thailandia) e Parto col folle.

 

In ricordo di Donald Richie

richie_kurosawaIl decano degli studiosi di cinema giapponese, e in generale uno dei cantori più acuti della cultura del Sol Levante, Donald Richie, si è spento in un ospedale di Tokyo all'età di 88 anni. Definito dal giornalista Tom Wolfe come «il Lafcadio Hearn del nostro tempo, un tramite sottile, elegante e ingannevolmente semplice tra due culture confuse l’una dall’altra: quella giapponese e quella americana», è stato paragonato così al grande scrittore di fine Ottocento, americano ma considerato di fatto un autore giapponese.

 

All Apologies (2012)

all_apologies_0Regista indipendente, Emily Tang trova nel suo terzo lungometraggio un equilibrio dopo l'artefatto Conjugation (2001) e il cerebrale Perfect Life (2008), raccontando una storia periferica e durissima sulla situazione della donna nella Cina neanche troppo rurale. Accordandondosi a uno stile più strettamente narrativo, con una fotografia contrastata e una colonna sonora ingentilita, in All Apologies riesce a far intravvedere una rabbia lieve, che non ha bisogno di declamare la propria avversità o di urlare giudizi morali didascalici.

 


Page 4 of 28
Share on facebook
This site uses encryption for transmitting your passwords. ratmilwebsolutions.com