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Ultimi aggiornamenti

Animayo Barcellona 2017

Animayo BarcelonaAnimayo è  una rassegna che punta più agli incontri, alle master class e ai laboratori che alle proiezioni. E infatti la sua denominazione ufficiale è Summit, Conference and International Film Festival of Animation, Visual Effects and Videogames. Quindi incontri e conferenze, con una edizione principale nel mese di maggio a Gran Canaria, e una serie di edizioni complementari in diverse località di prestigio (Los Angeles, Madrid, Barcellona, Lanzarote, Lisbona e Mumbai).

 

Intervista a Mattie Do

Mattie DoMattie Do, cineasta laotiana, è una persona simpatica, affabile, disponibile, con un grande entusiasmo e passione. L'abbiamo incontrata nel ristorante-pub (in realtà una cañateca, come si può leggere sotto l’insegna) del Cinema Prado in occasione del Festival Internazionale del Cinema Fantastico di Sitges, tra i più prestigiosi, se non il più prestigioso al mondo per il genere fantastico. Mattie Do, che scopriamo detenere molti primati in patria, presenta qui Dearest Sister (Nong Hak), un film importante per il suo Paese, rischioso, un horror che crea un nuovo genere per il Laos, e che, dopo Sitges, fa tappa a un altro festival di prima fascia, il Black Nights Film Festival di Tallin (Estonia).

 

Nomination degli Asian Film Awards 2017

I Am Not Madame Bovary (Feng Xiaogang, 2016)1.600 iscrizioni da 28 paesi e regioni per una manifestazione sempre più imponente e sempre più vicina a rappresentare “gli Oscar d’Asia” nell’immaginario collettivo. Gli Asian Film Awards ritornano a Hong Kong, dopo qualche edizione a Macao. Sarà l’Hong Kong Cultural Centre a ospitare il 18 marzo 2017 la proclamazione dei vincitori. Dando un’occhiata alle nomination, diffuse l’11 gennaio, è netta la predominanza dell’Estremo Oriente, dopo anni in cui il resto dell’Asia – specie Medio Oriente e India – erano stati fortemente rappresentati. Tra le nomination 2017 infatti solo una per l’India (attrice non protagonista) e una per l’Iran (sceneggiatura per Asghar Farhadi). Il resto è appannaggio di Giappone, Corea e Cina, con le sue declinazioni taiwanesi e hongkonghesi: poche concessioni per le altre nazioni del continente.

 

Sitges International Film Festival 2016

Sitges International Film Festival 2016Giunto alla 49a edizione, il Sitges International Film Festival è, per gli amanti del cinema asiatico di genere, una miniera quasi inesauribile per quantità, tale da sopperire a qualche problema organizzativo del festival, nonostante l’accreditamento della FIAPF tra le rassegne che contano a livello mondiale. Si pensi al rapporto con la stampa, non sempre preciso, e la mancanza di una parte sociale, come i party per gli addetti ai lavori, una componente glamour, ma necessaria nella creazione di un network professionale.

 

Intervista a Midi Z

Midi Z alla Mostra del cinema di VeneziaDi origini cinesi, nato in Myanmar nel 1982, emigrato a Taiwan ancora adolescente, Midi Z ha uno sguardo decentrato su nazionalità e confini. Fin dal suo esordio la sua attenzione si è concentrata sulla questione birmana e sul significato di dignità e migrazione. Return to Burma (2011), passato al festival di Rotterdam, è un ritratto meditativo e dolente di un paese povero, indecifrabile, strenuamente vivo. In seguito Midi Z si è dimostrato attivissimo, grazie a co-produzioni tra Taiwan, Myanmar e paesi europei. Ha presentato al festival di Berlino i successivi Poor Folk (2012) e Ice Poison (2014), ha diretto il documentario Jade Miners (2015) e una manciata di cortometraggi, mentre il più recente The Road to Mandalay (2016) è passato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione Giornate degli Autori.

 

Intervista a Khashem Gyal

Il regista tibetano Khashem GyalKhashem Gyal è una delle voci più interessanti dei documentari e del cinema in genere tibetani. Il suo lavoro Valley of the Heroes (2013), visto in Italia nell’edizione 2014 di Intima Lente – Festival di Film Etnografici, rappresenta uno splendido e potente esempio di cinema di indagine e di documentazione che si fa anche passione civile per una cultura, quella tibetana, in una provincia lontana, una cultura che deve essere salvaguardata. Questa salvaguardia passa anche attraverso l’opera di  Gyal, da sempre attento al suo Tibet.

 

Spettacolo Diario di un pazzo da Lu Xun a Napoli

Diario di un pazzoDomenica 19 febbraio alle ore 18:00 presso il Teatro Il Primo, in viale del Capricorno 4 a Napoli, sarà presentato lo spettacolo-reading Diario di un pazzo, tratta da uno dei capolavori di Lu Xun, parte della rassegna Ad est del mondo: teatri e storie da orizzonti vicini. La regia è di Armando Rotondi e Vincenzo Liguori, quest'ultimo anche protagonista sulla scena. Tramite il diario che il protagonista redige meticolosamente, vengono rivelate le sue paranoie. Dagli sguardi di disapprovazione della gente  deduce  che  il mondo stia complottando contro di lui, e arriva a questa conclusione anche attraverso particolari alterati per colpa della sua malattia. Il pazzo crea nella sua mente una rete di collegamenti che lo portano a scoprire un complotto immaginario: "Tutti vogliono carne umana e tutti temono al tempo stesso di  essere divorati dagli altri". Una metafora con cui Lu Xun vuole denunciare i valori fittizi della società del suo tempo.

 

I migliori film est asiatici del 2016

The Wailing di Na Hong-jin (Corea del Sud, 2016)Ecco una classifica dei più interessanti film di provenienza est asiatica del 2016, scelti dalla squadra di Asiaexpress. Tra le scelte, ritornano alcuni registi (ad esempio Sono Sion, Na Hong-jin, Johnnie To), ma per dare uno spettro più ampio, abbiamo deciso di lasciare le classifiche dei singoli collaboratori. Buone visioni, anche per il 2017!

 

Ultimi giorni per Tokyo Tribe in Blu-Ray!

Tokyo Tribe di Sono SionUltimi giorni per garantire la pubblicazione in Blu-Ray di Tokyo Tribe (2014). Se siete interessati a vedere in alta risoluzione il funambolico film di Sono Sion sulla scena hip hop giapponese, potete prenotarne una copia entro il 23 novembre. In caso siano raggiunti le 400 prenotazioni da tutta Italia, il disco sarà dato alle stampe.

Per maggiori informazioni e per prenotare la copia in Blu-Ray: www.cgentertainment.it/tokyotribe/

 

E per ingolosirvi, ecco una clip dell'intervista al nostro Emanuele Sacchi sul film:

 

Intervista a Ko Kai

Ko Kai in The Road to Mandalay (2016)Ko Kai, conosciuto anche come Ko Chen-tung, è giunto al cinema quasi per caso. Nato nel 1991 a Taiwan, ha esordito a 20 anni nella commedia generazionale You Are the Apple of My Eye (2011) di Giddens Ko. Lo spropositato successo della pellicola in tutto l'est asiatico lo ha catapultato sul mercato.

 

YASUJIRO OZU. SCRITTI SUL CINEMA (2016)

Yasujiro Ozu. Scritti sul cinema (2016)Ozu Yasujiro (1903-1963), tra i più grandi registi giapponesi e della storia del cinema mondiale, ha lasciato molti scritti sul cinema e sul suo mestiere, per lo più occasionati da richieste esterne - un intervento su un giornale, un articolo per una rivista. Il merito di averli trovati, riuniti, catalogati è studiati è del critico Masasumi Tanaka (1946-2011), che in Giappone ha curato diverse raccolte in grado di gettare nuova luce interpretativa su un autore già molto studiato, in molti casi canonizzato. Scritti sul cinema, a cura di Franco Picollo e Yagi Hiromi, raccoglie e traduce una selezione di quegli scritti, tracciando un percorso toccante nella sensibilità artistica di Ozu.

 


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