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Ultimi aggiornamenti

Thermae Romae (2012)

thermae_romae_0La trasposizione del peculiare manga di Yamazaki Mari, presentata in anteprima mondiale al Far East Film Festival di Udine, è una commedia disinibita e sbarazzina che nella sua formulaicità dichiaratamente commerciale riesce a strappare più di una risata. Takeuchi Hideki, già regista della serie tv e dei lungometraggi di Nodame Cantabile e della mini di Densha Otoko, mescola con divertita gigioneria richiami all'impero romano e moderne tecnologie dei bagni giapponesi, in una commistione bizzarra e inusuale. I difetti sono evidenti, primo su tutti una certa inesportabilità del prodotto, ma nel complesso Thermae Romae rimane uno spiazzante esempio di dislocamento culturale.

 

Leafie - A Hen into the Wild / Leafie - La storia di un amore (2011)

leafie_0Leafie rappresenta a oggi il più grande incasso per l'animazione coreana: dopo il successo di My Beautiful Girl Mari (Lee Seong-gang, 2002) o Wonderful Days (Kim Moon-saeng, 2003), e l'eclettico umorismo di Aachi and Ssipack (Jo Beom-jin, 2006), è la dimostrazione che anche produzioni locali di paesi senza una grande tradizione nell'animazione possono arrivare a competere a livello internazionale - si veda ad esempio anche il malese Seafood (Goh Aun Hoe, 2011) - arrivando a essere distribuiti persino nella lontana provincia italiana. Storia di maternità e crescita tratta da un libro per l'infanzia di Hwang Seon-mi, l'esordio nel lungometraggio di Oh Seong-yoon è dolce, caparbio e dalla narrazione solida, nonostante i toni eccessivamente melodrammatici di alcuni passaggi.

 

RAQIYA (2009)

raqiyaIl tratto dettagliato e maniacale di Boichi precipita figure eteree nell'apocalisse prossima ventura, in un riuscito arabesco che mescola spiritualità, millenarismo, complotti religiosi e fine del mondo partendo da un ritratto apparentemente intimo e quotidiano di una famiglia giapponese. I testi di Yajima Masao riescono a convogliare pensieri sulla divinità ebraici, cattolici, gnostici e catari in un calderone a tratti avventato, ma dettagliato nelle sue diramazioni e implicazioni, verso un nuovo ordine mondiale di guerra religiosa in cui gli "dei" tornano a camminare sulla Terra. Un manga articolato, anche se purtroppo squilibrato: se i primi tre volumi creano l'ambientazione in tutte le sue sfumature, dai rapporti intimi tra i protagonisti al disegno globale, gli ultimi due fanno precipitare gli eventi troppo velocemente, tradendo la meticolosa costruzione precedente in un racconto affrettato che avrebbe meritato maggior respiro.

 

Love (Taiwan/Cina, 2012)

love_2012_0Commedia romantica corale interessante più per il contesto produttivo e le pratiche distributive che per il contenuto debitamente zuccheroso. Doze Niu, attore taiwanese attivo dagli anni '80 che ha esordito alla regia con il bizzarro What on Earth I Have Done Wrong? (2007) e si è confermato con il campione d'incassi Monga (2010), si prodiga in un film a incastri pan-cinese, impegnato a unire neanche troppo metaforicamente Taipei e Beijing col filo rosso della passione. Co-prodotto dai due paesi e distribuito in due versioni leggermente differenti (pare quella cinese sia più corta di una decina di minuti), rappresenta un punto d'arrivo della recente politica di distensione, commercialmente più rappresentativo rispetto ad altre collaborazioni recenti, come Kora, di Du Jiayi, e Great Wall My Love, di Emily Liu.

 

CHATURMAN RAI - FOTOGRAFO CONTADINO DELL’HIMALAYA (2010)

chaturman_rai_nicolettiMartino Nicoletti, classe 1968, è uno degli etnologi più impegnati sul campo in Asia meridionale e sud-orientale. Fotografo e scrittore, da tempo si occupa dei Kulunge, etnia di lingua tibeto-birmana dello Himalaya nepalese, di cui, tra 1994 e 2006, ha analizzato il complesso mitico-rituale.

 

Ecco il trailer del Far East Film Festival 14

Spetta al filippino Quark Henares, regista dello scatenato Rackenrol e in passato già ospite a Udine, girare il trailer per l'edizione 2012 del Far East Film Festival. Partendo dall'idea di cinema popolare e del clima di festa che si respira nella città friulana, Henares prende in giro i poverty porn, già irrisi lo scorso anno dal fortunato The Woman in the Septik Tank, e scatena l'ironia unendo diversi generi cinematografici. Dal 20 al 28 aprile il Far East si avvicina! Di seguito il trailer integrale:

 

MUSICA E TRADIZIONE IN ASIA ORIENTALE (2010)

musica_e_tradizione_in_asia_orientale_sestiliDaniele Sestili studia da oltre vent'anni l'Asia orientale, in particolare il Giappone, e insegna Etnomusicologia dell'Asia presso la Facoltà di Studi Orientali dell'università di Roma La Sapienza. In questo volume indaga "le tradizioni musicali della regione est-asiatica nel tessuto culturale di cui sono una parte integrante" (p. 17), concentrando la sua attenzione su Cina, Giappone e Corea - come ricorda il sottotitolo del libro, Gli scenari contemporanei di Cina, Corea e Giappone - integrando quando utile con le tradizioni di Mongolia e Vietnam. Si tratta di uno studio complesso e appassionato, indispensabile per iniziare ad avere uno sguardo completo sull'argomento, in grado di offrire un'introduzione alle identità musicali dell'area sia negli elementi comuni, con similitudini e influenze reciproche, sia nei tratti peculiari di ciascun paese, arricchito peraltro da un cd musicale d'accompagnamento e da numerose fotografie esplicative.

 

HAPPINESS (2006)

happiness_furuyaFuruya Usamaru è un mangaka eclettico, che può passare dall'ambientazione storica al fantastico, dall'horror alla commedia adolescenziale, ma con una propensione verso i lati più oscuri e deragliati della psiche, nell'esposizione di violenza e sessualità alla base dei rapporti umani. In Italia è uscito per Ronin Manga il suo 51 modi per salvarla, in cinque volumi, tentativo più popolare rispetto agli esordi underground, che racconta di una catastrofe che colpisce Tokyo. Mentre le sue opere più rappresentative, come Marie no kanaderu ongaku (2001) o Litchi Hikari Club (2006) rimangono ancora inedite, Goen presenta il volume unico Happiness, raccolta di otto racconti che spaziano dal pulp all'erotico, passando per surreale e slice of life.

 

Punch (2011)

punch_0Fin dal suo esordio con il toccante Lover's Concerto (2002), Lee Han si era posizionato nell'alveo delle storie romantiche urbane, con uno sguardo furbo eppure sempre attento alle più minute sfumature sentimentali. Il suo quarto lungometraggio, dopo il frizzante Almost Love (2006) e l'episodico My Love (2007), rappresenta in questo senso un'evoluzione: Punch, tratto da un best seller di Kim Yeo-ryung, interseca racconto di formazione e buddy movie, facendo scontrare un insegnante disilluso e un ragazzo introverso figlio di un ballerino di cabaret gobbo e di una madre ignota. Giostrando con empatia tra derive popolari buoniste e sferzate ciniche, Punch è stato inaspettatamente il terzo più alto incasso tra i film coreani del 2011, dopo Sunny e Arrow, the Ultimate Weapon/War of the Arrows - dimostrando come blockbuster non faccia necessariamente rima con produzioni ultracostose.

 

Asian Film Festival 10: i vincitori

asian_film_festival_2012_tatsumiSi è conclusa sabato 24 marzo la decima edizione dell'Asian Film Festival, che per il secondo anno si è tenuta a Reggio Emilia. Dopo nove giorni di proiezioni, con 38 film proiettati provenienti dall'estremo Oriente, la giuria presieduta dal regista e scrittore Claudio Sestieri e composta dal critico e programmatore televisivo Alberto Farina, oltre che dal critico Roberto Silvestri, ha stabilito i vincitori del Concorso, che presentava 16 film asiatici prodotti nell'ultimo anno.

 

Mitsuko Delivers (2011)

mitsuko_delivers_0Una commedia stralunata che inneggia all'unità fraterna e disinteressata in risposta alle avversità economiche e del destino, inseguendo una società altra nell'immediato, in parallelo alla società ufficiale del capitale e dell'individualismo. Ishii Yuya prosegue la sua indagine nostalgica e insieme dadaista del Giappone contemporaneo: dai tempi di Bare-Assed Japan (2005) e Girl Sparks (2007) ha irrobustito le qualità narrative, ma riesce a conservare quell'urgenza fuori dagli schemi nello stravolgere la compattezza formale del paese in un ritratto corale di personaggi naif, strambi, un po' ottusi, ripartendo dai riconoscimenti per il precedente Sawako Decides (2010) verso nuovi orizzonti.

 


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