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Ultimi aggiornamenti

HAPPINESS (2006)

happiness_furuyaFuruya Usamaru è un mangaka eclettico, che può passare dall'ambientazione storica al fantastico, dall'horror alla commedia adolescenziale, ma con una propensione verso i lati più oscuri e deragliati della psiche, nell'esposizione di violenza e sessualità alla base dei rapporti umani. In Italia è uscito per Ronin Manga il suo 51 modi per salvarla, in cinque volumi, tentativo più popolare rispetto agli esordi underground, che racconta di una catastrofe che colpisce Tokyo. Mentre le sue opere più rappresentative, come Marie no kanaderu ongaku (2001) o Litchi Hikari Club (2006) rimangono ancora inedite, Goen presenta il volume unico Happiness, raccolta di otto racconti che spaziano dal pulp all'erotico, passando per surreale e slice of life.

 

Love (Taiwan/Cina, 2012)

love_2012_0Commedia romantica corale interessante più per il contesto produttivo e le pratiche distributive che per il contenuto debitamente zuccheroso. Doze Niu, attore taiwanese attivo dagli anni '80 che ha esordito alla regia con il bizzarro What on Earth I Have Done Wrong? (2007) e si è confermato con il campione d'incassi Monga (2010), si prodiga in un film a incastri pan-cinese, impegnato a unire neanche troppo metaforicamente Taipei e Beijing col filo rosso della passione. Co-prodotto dai due paesi e distribuito in due versioni leggermente differenti (pare quella cinese sia più corta di una decina di minuti), rappresenta un punto d'arrivo della recente politica di distensione, commercialmente più rappresentativo rispetto ad altre collaborazioni recenti, come Kora, di Du Jiayi, e Great Wall My Love, di Emily Liu.

 

CHATURMAN RAI - FOTOGRAFO CONTADINO DELL’HIMALAYA (2010)

chaturman_rai_nicolettiMartino Nicoletti, classe 1968, è uno degli etnologi più impegnati sul campo in Asia meridionale e sud-orientale. Fotografo e scrittore, da tempo si occupa dei Kulunge, etnia di lingua tibeto-birmana dello Himalaya nepalese, di cui, tra 1994 e 2006, ha analizzato il complesso mitico-rituale.

 

Ecco il trailer del Far East Film Festival 14

Spetta al filippino Quark Henares, regista dello scatenato Rackenrol e in passato già ospite a Udine, girare il trailer per l'edizione 2012 del Far East Film Festival. Partendo dall'idea di cinema popolare e del clima di festa che si respira nella città friulana, Henares prende in giro i poverty porn, già irrisi lo scorso anno dal fortunato The Woman in the Septik Tank, e scatena l'ironia unendo diversi generi cinematografici. Dal 20 al 28 aprile il Far East si avvicina! Di seguito il trailer integrale:

 

Always (2011)

always_0Annunciato ingresso di Song Il-gon nel regno del cinema di intrattenimento commerciale, Always è un melodramma dall'impianto classico, dalla struttura robusta e dalla scrittura formulaica, che nonostante i molti cliché riesce a strappare fino all'ultima lacrima entro l'ultimo dei tanti finali, grazie soprattutto all'ottima alchimia tra So Ji-sub e Han Hyo-joo. Presentato al Busan International Film Festival come film d'apertura, ha avuto la sfortuna di esordire nei cinema coreani in contemporanea al fenomeno Punch, di Lee Han, che lo ha subissato al botteghino.

 

Intervista a Kenneth Paul Tan

kenneth_paul_tanKenneth Paul Tan è professore associato presso la Lee Kuan Yew School of Public Policy della National Univerity of Singapore, dove insegna dal 2007. Da sempre impegnato in ambito culturale e cinematografico, è a capo del Board of Directors dell’Asian Film Archive, organizzazione indipendente che si occupa della conservazione del patrimonio cinematografico asiatico. Lo intervistiamo proprio in relazione all’attività dell’archivio.

 

Punch (2011)

punch_0Fin dal suo esordio con il toccante Lover's Concerto (2002), Lee Han si era posizionato nell'alveo delle storie romantiche urbane, con uno sguardo furbo eppure sempre attento alle più minute sfumature sentimentali. Il suo quarto lungometraggio, dopo il frizzante Almost Love (2006) e l'episodico My Love (2007), rappresenta in questo senso un'evoluzione: Punch, tratto da un best seller di Kim Yeo-ryung, interseca racconto di formazione e buddy movie, facendo scontrare un insegnante disilluso e un ragazzo introverso figlio di un ballerino di cabaret gobbo e di una madre ignota. Giostrando con empatia tra derive popolari buoniste e sferzate ciniche, Punch è stato inaspettatamente il terzo più alto incasso tra i film coreani del 2011, dopo Sunny e Arrow, the Ultimate Weapon/War of the Arrows - dimostrando come blockbuster non faccia necessariamente rima con produzioni ultracostose.

 

Asian Film Festival 10: i vincitori

asian_film_festival_2012_tatsumiSi è conclusa sabato 24 marzo la decima edizione dell'Asian Film Festival, che per il secondo anno si è tenuta a Reggio Emilia. Dopo nove giorni di proiezioni, con 38 film proiettati provenienti dall'estremo Oriente, la giuria presieduta dal regista e scrittore Claudio Sestieri e composta dal critico e programmatore televisivo Alberto Farina, oltre che dal critico Roberto Silvestri, ha stabilito i vincitori del Concorso, che presentava 16 film asiatici prodotti nell'ultimo anno.

 

Mitsuko Delivers (2011)

mitsuko_delivers_0Una commedia stralunata che inneggia all'unità fraterna e disinteressata in risposta alle avversità economiche e del destino, inseguendo una società altra nell'immediato, in parallelo alla società ufficiale del capitale e dell'individualismo. Ishii Yuya prosegue la sua indagine nostalgica e insieme dadaista del Giappone contemporaneo: dai tempi di Bare-Assed Japan (2005) e Girl Sparks (2007) ha irrobustito le qualità narrative, ma riesce a conservare quell'urgenza fuori dagli schemi nello stravolgere la compattezza formale del paese in un ritratto corale di personaggi naif, strambi, un po' ottusi, ripartendo dai riconoscimenti per il precedente Sawako Decides (2010) verso nuovi orizzonti.

 

Seven Samurai / I sette samurai (1954)

seven_samurai_0Da sempre e per sempre un punto di riferimento, oltre che uno dei rari casi in cui l'enfasi, più che consentita, è benvenuta, I sette samurai di Kurosawa Akira vanta tante imitazioni quanti sono i plausi ricevuti negli anni. Per trent'anni ne è circolata una versione ridotta, insignita del Leone d'Oro, prima di una nuova epifania di durata superiore alle tre ore. Che è giusto quanto basta per affrontare tematiche che abbracciano il mondo dei samurai, dei contadini e dei briganti ma nel farlo abbracciano l'umanità intera, quella folla di minuscoli esseri che abitano, ma spesso infestano, il pianeta Terra. Come per Boccaccio l'evento della peste permetteva di scavare negli anfratti dell'animo umano, così per Kurosawa è il medioevo dei predoni – quello di Rashômon, per intenderci, anche se ambientato nel periodo Heian – a fornire il terreno ideale per mettere in scena le più diverse sfaccettature dell'uomo.

 

BACIO DI MARTE, IL (2008)

bacio_di_marteVolume unico che racconta un amore puro scolastico con accenti yuri: Kishi Torajiro, che in passato si era dedicato al ben più esplicito Maka-Maka, e che pare particolarmente attratto dalle tematiche saffiche più voyeuristiche, elabora qui una storia dolce e furba al contempo. Semplice e lineare, ma con una scelta di inquadrature e tagli delle tavole cinematografica, Il bacio di Marte è la storia di un'infatuazione inaspettata e dal futuro incerto.

 


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