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Ultimi aggiornamenti

Intervista a Enkhtaivan Agvaantseren

enkhtaivan_agvaantserenEnkhtaivan Agvaantseren è un regista, attore, cantante e compositore mongolo. Ha iniziato la sua carriera cinematografica come regista di documentari, in particolare con Khan Khentii Mountain (2003) e The Children of Ghenggis Khan (2004). Quindi il passaggio al cinema di finzione con A Pearl in the Forest (2008) e The Sky Son (2012). Attualmente insegna al Music and Dance College di Ulaanbataar e presiede la società di produzione Idugan Entertainment.

 

Juliets (Taiwan, 2010)

juliets_0Un omnibus che raccoglie tre storie d'amore ambientate in tre periodi diversi della storia di Taiwan. Denominatore comune è in qualche modo lo sfondo tragico e il richiamo allo Shakespeare di Romeo e Giulietta, con quest'ultima evocata nei nomi dei tre protagonisti. Tre storie minimali, dallo stile consapevole e ricercato, che compongono un'elegia dimessa di sentimenti puri. Con tutti i limiti delle operazioni a tema che riuniscono punti di vista distanti, Juliets rimane un ottimo ensemble che coglie diverse sfumature del nuovo cinema taiwanese.

 

Intervista a Kim Dong-ho

kim_dong-hoLa seguente intervista a Kim Dong-ho si è svolta a Cracovia, in occasione della quarta edizione dell’Off Plus Camera Film Festival, dove l’ex direttore del Busan International Film Festival è stato invitato a partecipare come giurato.

 

Winter Vacation (2010)

winter_vacation_0Il cinema cinese - dove per Cina si intende quella Popolare e continentale - soffre di due patologie gravi: il confronto con un potere politico che non lascia scampo alla creatività e una tendenza, spesso perniciosa, al gigantismo. Quando questi due grandi nemici sono aggirati - fenomeno che avviene assai di rado - piovono opere di rilevanza assoluta, tanto più se si pensa alle difficoltà affrontate per portarle a termine (si pensi a Wang Bing, per esempio). Tra queste non può che figurare Winter Vacation, un vero e proprio corpo estraneo nella produzione nazionale: potrebbero appartenere a un Kaurismaki corrosivo o a un episodio di South Park i dialoghi di un film che uccide con sistematicità ogni parvenza di ritmo narrativo per obbligare il pubblico a vivere la medesima stasi che regna nel gelo della Mongolia cinese.

 

Scotland Loves Anime 2011

scotland2011_tekken_blood_vengeanceAlla sua seconda edizione, Scotland Loves Anime si conferma una bella realtà in continua espansione. Una manifestazione completamente dedicata al mondo dell’animazione giapponese, unico caso in Gran Bretagna. Ospitata per due weekend consecutivi presso il Glasgow Film Theatre (7-9 ottobre) e l’Edinburgh Filmhouse (14-16 ottobre), è stata ricca di proiezioni così come anche di incontri con autori e produttori.

 

Gantz: Perfect Answer (2011)

gantz_perfect_answer_0Seconda parte della trasposizione del manga di Oku Hiroya che tenta di tirare le fila della storia, ampliando la portata dello scontro tra alieni e umani reclutati dalla sfera Gantz. La conclusione presenta una narrazione più sfilacciata, complice il lungo recap inserito a inizio film, che mortifica il ritmo dell'incipit, e l'introduzione di almeno un personaggio - il detective - inessenziale ai fini della comprensione, ma dispendioso in termini di compattezza. Nel complesso rimangono un paio di sequenze d'azione di massa ben coreografate, più convincenti rispetto a quelle della prima parte, e un finale risolutivo pur senza grandi rivelazioni o spiegazioni, che lascia la giusta dose di ambiguità.

 

Letter to Momo, A (2011)

letter_to_momo_0Momo ha undici anni ed è orfana di padre, tragicamente scomparso in mare durante una delle sue ricerche. I continui viaggi del padre avevano spinto Momo a litigare con lui, proprio lo stesso giorno in cui è partito. Ora Momo si sente in colpa, per non aver potuto chiedere scusa, e custodisce gelosamente una lettera non finita, anzi appena iniziata, diretta a lei. Vi è scritto solo “Cara Momo”. Con sua madre, Momo lascia la città per trasferirsi nella piccola isola di Shio, nel mare interno. Ma la vita isolana getta in depressione la giovane, che passa le sue giornate a chiedersi cosa mai il padre desiderasse scriverle. Come se non bastasse, a Shio iniziano ad accadere strani eventi e tre strampalate presenze soprannaturali fanno la loro comparsa. Il tutto sembra legato a Momo, alla scomparsa di suo padre e a un libro antico che Momo trova nella soffitta della sua nuova casa.

 

Confucius / Confucio (2010)

confucius_0V secolo a.C.: il saggio Kong Qiu – per l'occidente sarà Confucio – viene accolto a corte dal re di Lu, nella speranza che il suo contributo possa moderare la barbarie diffusa nel regno, preda di faide tra i suoi feudatari. Tanto su questioni di pace che in faccende di guerra, Kong Qiu si distingue per le sue brillanti intuizioni, divenendo Capo Consigliere e attirandosi le ire dei vassalli del re, desiderosi di sbarazzarsi dello scomodo filosofo. Costretto all'esilio, Kong Qiu inizia una lunga peregrinazione per i regni cinesi, senza mai rinunciare ai suoi ideali né alla speranza di tornare a Lu.

 

Intervista a Hein S. Seok

hein_s_seok_(foto_di_geekstinkbreath)Hein S. Seok è una giovane regista americano-coreana, diplomatasi in Storia dell’Arte e in Cinema presso la Tisch School of Arts della New York University e specializzatasi presso il California Institute of Arts. Dedicatasi alla regia e alla produzione documentaria, realizza nel 2008 The House of Sharing: si tratta di un lavoro toccante, che racconta le vite delle cosiddette “comfort women”, le donne costrette a prostituirsi dai soldati giapponesi durante l’occupazione della Corea nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Seok raccoglie le memorie delle ormai anziane sopravvissute che sono anche il cuore e l’anima del museo e dell’organizzazione The House of Sharing, da cui il nome del documentario, che da anni accudisce queste sopravvissute e lotta perché il governo giapponese riconosca i crimini commessi.

 

Tomorrow's Joe / Ashita no Joe (2011)

tomorrows_joe_0Trasposizione dal vivo del manga scritto da Kajiwara Ikki (con lo pseudonimo Takamori Asao, vicino al suo nome reale Takamori Asaki) e disegnato da Chiba Tetsuya, serializzato dal 1968 e trasposto in due serie animate tra il 1971 e il 1980, trasmesse più volte anche in italia con il titolo Rocky Joe. Con una ricostruzione imponente delle ambiguità economiche del giappone di fine anni '60, che appaiava grandi realtà industriali e progresso sfrenato a baraccopoli in cui convivevano burakumin, yakuza e diseredati di varia provenienza, Sori Fumihiko conferma di padroneggiare l'afflato epico delle produzioni commerciali, come già dimostrato in Ichi (2008), nell'animazione di fantascienza Vexille (2007) e in Ping Pong (2002). Un film sulla boxe come orizzonte di riscatto e insieme metafora delle avversità, in cui la competizione diventa ossessione quasi nichilista per attestare la propria esistenza.

 

Gantz (2011)

gantz_0Dal manga di Oku Hiroya, la cui serializzazione è iniziata nel 2000, e conseguente serie animata del 2004, un film di fantascienza diviso in due parti che innesta riflessioni metafisiche ed esistenzialismo adolescenziale in un contesto action. Questa prima parte, uscita in Giappone nel gennaio 2011, si occupa di introdurre i personaggi e dà il via ai sanguinosi scontri contro gli alieni gestiti dalla misteriosa sfera Gantz. La seconda parte, Gantz: Perfect Answer, girata back to back, è uscita nell'aprile 2011, dopo lo speciale televisivo Another Gantz, che riassumeva il primo episodio interlacciandolo a scene inedite con protagonista un reporter. Sato Shinsuke, a suo agio nelle ricostruzioni d'azione, come dimostrato dall'esordio con Princess Blade (2001), gestisce con schiettezza i diversi riferimenti, puntando sul feticismo hi-tech, sul look alla moda dei due protagonisti e sui conflitti irrisolti che si vengono a creare nel limbo in cui si ritrovano. Sulla lunga distanza i combattimenti sono ripetitivi, ma il lavoro di cesellamento rispetto alle fonti originali è proficuo, in grado di sostenere le aspettative.

 


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