403 Forbidden

Forbidden

You don't have permission to access /track on this server.

Additionally, a 403 Forbidden error was encountered while trying to use an ErrorDocument to handle the request.

You are here:   Home

Ultimi aggiornamenti

Shoplifters (2018)

Shoplifters (2018)Un adulto e un bambino si aggirano per un supermercato, mettendo in scena un piccolo furto alimentare. Siamo al cinema, dove immagini di questo tipo finiscono per rievocare, anche grazie alla divertita colonna sonora, i trucchi e le soluzioni strampalate dei clochard à la Charlie Chaplin. Delinquenti per la società, ma riscattati come padri e uomini di buon cuore dal grande schermo. Shoplifters di Koreeda Hirokazu esordisce proprio con questa immagine, instillando immediatamente una credenza nello spettatore: stiamo assistendo a una storia di famiglia; questi due personaggi non possono che essere un padre e un figlio.

 

Ash Is Purest White (2018)

Ash Is Purest White (2018)È ancora una volta il corpo attoriale di Zhao Tao il prisma su cui si riflettono le facce contraddittorie della Cina del nuovo millennio, per Jia Zhangke. All’attrice, già protagonista della filmografia del suo compagno di vita, spetta infatti in Ash is Purest White il ruolo di interprete principale, ma in un’accezione del tutto nuova, che ne implica un diverso modo di stare in scena e di occupare l’immagine cinematografica.

 

SPECIALE Far East Film Festival 2018

Far East Film Festival 2018A Udine si festeggiano i primi venti anni di Far East Film Festival. L'edizione 2018 ha offerto un irrobustimento del numero di pellicole, rispetto all'anno precedente, con una qualità media rassicurante, ma con pochi picchi e sorprese. Partiamo dalla fine: il premio del pubblico al sudcoreano 1987: When the Day Comes di Jang Joon-hwan, bissato anche nel voto dei pass Black Dragon, conferma la tendenza a premiare un cinema retorico, affetto da sindrome di grandeur, che sceglie temi importanti, socialmente ineccepibili, ma li esplora facendo leva su facili sentimenti manichei.

 

Steel Rain (2017)

Steel Rain (2017)Alla sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo The Attorney (2013), il regista coreano Yang Woo-seok estremizza a livelli apocalittici il conflitto tra nord e sud del Paese, realizzando un action-thriller il cui vero punto di forza risiede nel valore umano dei personaggi.

 

One Night on the Wharf (2017)

One Night on the WharfPer il debutto dietro la macchina da presa, il poeta e scrittore Han Dong adatta un suo lavoro, At the Pier, e il risultato, mantenendo l’umorismo nero dei suoi romanzi, è una commedia graffiante e divertente sulla poesia e gli imprevisti della vita: intellighenzia, microcriminalità e burocrazia si mescolano nel corso di una notte carica di incontri in un’anonima città portuale della provincia cinese.

 

Creepy (2016)

Creepy di Kurosawa Kiyoshi (2016)C'è qualcosa di incredibilmente ipnotico nel cinema di Kurosawa Kiyoshi. Una seduzione malefica che avvolge i protagonisti, trasportandoli in luoghi quasi sempre oscuri e misteriosi. Creepy non è da meno. I personaggi sono vittime della loro gentilezza, della loro ospitalità e non fanno nulla, anche nei momenti più sospetti, per correggere la loro formalità.

 

Dead Souls (2018)

Dead Souls (2018)Ha tutte le caratteristiche del lavoro di una vita, Dead Souls di Wang Bing, presentato nel fuori concorso di Cannes. L’eccezionalità dell’operazione è stata testimoniata dalla presenza in sala dello stesso direttore del Festival, Thierry Frémaux, che ha voluto spiegare in prima persona le ragioni di questa scelta di programmazione. Una scelta da ritenere coraggiosa, visto che non in molti avrebbero collocato un’opera monumentale come questa - 8 ore e 16 di documentario sui superstiti di Jiabiangou e altri campi di rieducazione maoista, negli anni ‘50 - proprio durante la prima giornata di festival. Ed è da considerare improbabile che il film possa essere visto in altre occasioni, dato che con ogni probabilità sarà bandito dalla Cina, mentre le distribuzioni in Occidente dovranno trovare modalità specifiche, magari fuori dalla sala, per renderlo disponibile.

 

Outside the Window (Taiwan, 1973)

Outside the Window (1973)Primo film di Brigitte Lin, tratto dall'omonimo romanzo d'esordio semi-autobiografico della scrittrice cinese Qiong Yao (anche trascritto Chiung Yao), uscito originariamente nel 1963. Un sodalizio che si sarebbe consolidato nel tempo, con numerose altre collaborazioni nel corso di un decennio. I mélo e le commedie romantiche tratteggiate da Qiong Yao divennero uno degli elementi imprescindibili per il successo commerciale del cinema taiwanese degli anni Settanta, prima della new wave degli Hou Hsiao-hsien o degli Edward Yang.

 

Decaying, The (Filippine, 2017)

The DecayingThe Decaying (Nabubulok) segna il debutto dietro la macchina da presa dello sceneggiatore televisivo Sonny Calvento. Liberamente ispirato a un fatto di cronaca di quindici anni prima, avvenuto nelle Filippine, mescola corpi e luoghi in un impasto tipicamente thrilling: una donna scomparsa, occhi indiscreti, una minuscola cittadina, tracce di sangue, amanti segreti, figli angosciati, un marito carico di rabbia, un persistente odore di marcio, il germe di un dubbio che cresce a macchia d’olio in un ambiente sempre più xenofobo.

 

Net, The / Il prigioniero coreano (2016)

Il prigioniero coreano (2016)Ci sono voluti quasi due anni per portare nei cinema italiani l'ultima fatica registica di Kim Ki-duk, presentata alla settantatreesima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Cinema nel giardino. Due anni in cui lo spirito e il messaggio del film in questione si sono tutt'altro che affievoliti.

 

Intervista a Mouly Surya

Mouly SuryaMouly Surya è una delle nuove registe  più promettenti del cinema indonesiano. Autrice precedentemente di  due opere acclamate come Fiksi (2008), presentato al 13° Busan International Film Festival, e What They Don’t Talk About When They Talk About Love (2013), vincitore del NETPAC Award all’International Film Festival Rotterdam, Surya presenta al Festival Internazionale del Cinema di Sitges 2017 il suo ultimo lavoro Marlina the Murderer in Four Acts, co-produzione indonesiana con Francia, Malesia e Tailandia, dopo essere già stata a Cannes e Toronto e aver infine trovato distribuzione italiana con LAB 80. Un film interessante, tecnicamente ben realizzato, intrigante, che ricorda nella struttura, nei temi e nei toni Quentin Tarantino (a partire dalla suddivisione dell'arco narrativo in atti). Eccezionale l’interpretazione della protagonista Marsha Timothy, vincitrice a Sitges del premio come migliore attrice. Ho incontrato la regista Mouly Surya prima della proiezione della pellicola, presso la Sala Tramuntana del Festival, per poche domande.

 


Page 1 of 38
Share on facebook