Riadattando un racconto di Edogawa Ranpo, Maruo Suehiro si addentra nella psiche contorta di Hirosuke Hitomi, scrittore squattrinato ossessionato dalla realizzazione di una utopia paradisiaca in cui trovi sfogo la sua fantasia perversa. Con uno stile di disegno estremamente raffinato, caratterizzato dalla costruzione meticolosa delle inquadrature in tavole ariose e particolareggiate, Maruo precipita lentamente verso un'esplosione di costruzioni e soluzioni fantastiche al limite dell'onirico che mescolano spudoratamente eros e thanatos. Pur senza rinunciare agli slanci ero-guro per cui è noto, riesce a ricostruire alla perfezione le ambientazioni decadenti di inizio '900, cogliendo la sottile perversione delle storie di Edogawa sotto la patina di incubi gotici debitori di Edgar Allan Poe.
Convivenza, sogni e disillusioni di una coppia di giovani post-universitari. Solanin è il manga più conosciuto e accessibile di Asano Inio, un racconto di formazione in due volumi soffuso e nostalgico, animato da personaggi stralunati e introspettivi, sospesi tra la spensieratezza di un'età passata e l'incertezza di responsabilità nebulose, prive di automatismi. I tratti quotidiani e ariosi dei primi capitoli si incupiscono gradualmente, rispecchiando i dubbi e le paure di un mondo sempre più isolato nella sua perdita di senso. Un'opera in grado di colpire nel suo sguardo minimale sulla vita.
Volume unico dedicato a brevi storie di vita quotidiana con al centro la piccola Yayoi e il suo gallo, trovato un giorno per strada e che decide di accudire amorevolmente. Rispetto a Hiroshima: nel paese dei fiori di ciliegio, Kono Fumiyo si dedica a un tema più spensierato, ma legato ai ricordi d'infanzia, quando le capitò di allevare ben due galletti, come evoca nella breve postfazione. Kokko San, serializzato sulle pagine di Manga Time Jumbo tra il 1999 e il 2001 e raccolto in volumetto nel 2005, ha il sapore allegro delle strisce a fumetti (ogni capitolo è lungo solo otto pagine), eppure riesce a richiamare con precisione alla mente l'ingenuità e la spensieratezza dell'essere bambini.
Racconto in volume unico che segue la discesa nella disperazione di una office lady a confronto con la sua obesità e il disagio che ne consegue in una società rigidamente controllata e poco propensa a perdonare la difformità dalla norma. Anno Moyoco, famosa disegnatrice di josei manga come Happy Mania (1995), versatile anche su altri versanti, come lo shoujo Sugar Sugar Rune (2003), affronta un tema complesso con la dovuta crudezza, senza scadere in facili moralismi e giustificazioni, riuscendo a costruire un universo di personaggi credibili, non incentrato solo sul dramma della protagonista.
Yamaji Ebine continua a esplorare l'universo queer e la molteplicità degli orientamenti sessuali con uno stile pacato e autoriflessivo che predilige l'introspezione a trame complesse. Con una narrazione meditabonda suddivisa in brevi capitoli autoconclusivi, approfondisce la storia della sua ingenua protagonista (possibile alter ego in diretta dal passato) mantenendo una linearità minimale, in grado di far emergere le piccole asperità del quotidiano.
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Una delle prime opere di Nagai Go è arrivata in Italia in tre splendidi volumi della d/Visual, e rivela la modernità rivoluzionaria dell’autore. Pubblicata nel 1970 su Bokura Magazine (Kodansha), rivista su cui comparivano le storie di Kamen Rider e Tiger Mask, Guerrilla High è una serie dalle connotazioni molto violente, ai livelli di Abashiri Ikka, ambientata durante i moti del '68 e ispirata dal movimento studentesco che in quel periodo riempiva piazze e università. Non è la prima volta che l'autore di Devilman entra nel mondo scolastico giapponese: il suo primo grande successo è Scuola senza pudore (Harenchi Gakuen) del 1968, ma è l'unico caso in cui si fa rivoluzionario.
Volume unico che raccoglie diciotto frammenti della vita culinaria di un buongustaio. L'approccio da radiografia del microquotidiano ricorda L'uomo che cammina (1992), ma qui la struttura collassa, priva di un baricentro narrativo, nonostante l'apporto ai testi dell'esperto Qusumi Masayuki. Ogni episodio si limita a raccontare per raffinate immagini un piatto e un luogo, senza dare spazio a qualsiasi tipo di approfondimento o introspezione, senza sviluppare storia o personaggio, tanto che la parte più interessante rimane la postfazione in forma di racconto di Qusumi stesso.
Romanzo a fumetti in volume unico dal tono soffusamente nostalgico che racconta di ricordi e legami familiari con un tocco compassionevole memore di Ozu Yasujiro. Le illustrazioni morbide e brulicanti dettagli di Taniguchi Jiro accompagnano in un salto temporale dal Giappone d'oggi a quello appena uscito dalla seconda guerra mondiale. L'impostazione è solidamente classica, con la lenta riscoperta di sentimenti sopiti o dimenticati, ma le emozioni trapelano dalla pagina grazie alla narrazione compassata, che si prende il suo tempo per tratteggiare nei particolari i protagonisti, dai gesti quotidiani al loro sentire profondo.
Volume unico che raccoglie dieci storie autoconclusive e due brevi scritti di Asano Inio a seguire il successo di Solanin (2005-6). Con l'introspezione umbratile e la narrazione disconnessa che lo caratterizzano, il giovane mangaka, classe 1980, offre un viaggio malinconico nella periferia dei grandi centri urbani, dove giovani qualunque si dibattono in piccoli dilemmi quotidiani. Con disegni controllati dominati dagli sguardi e dalle espressioni dei volti, un concentrato di teen angst e minimalismo che pur non riuscendo mai a farsi racconto compiuto, trasforma situazioni strampalate in poesia intimista. Ottimo volume, con l'unica pecca di presentare in bianco e nero le quattro tavole iniziali, originariamente a colori, che però - data la natura episodica - è più indicato per chi già conosca e apprezzi altre opere di Asano.
Omnibus di storie sentimentali in due volumi che racconta con piglio maturo di giovani donne perdutamente innamorate. L'autrice, Konno Keiko, nota soprattutto per le sue delicate storie yaoi (Che carino!, Sei una stella, I Love You Mangaka), è qui invece alle prese con racconti più sfumati che, a differenza di quanto il titolo spigliato farebbe supporre, si incanalano in una visione tradizionale della donna e del suo ruolo nelle relazioni.
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