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Topo Gigio and the Missile War / Topo Gigio e la guerra del missile (1967)

Wednesday, 30 November 2011 03:59 Armando Rotondi Film - Giappone
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topo_gigio_and_the_missile_war_0Topo Gigio è probabilmente uno dei personaggi “animati” italiani più famosi al mondo. Creato nel 1959 da Maria Perego, il pupazzo, con la sua voce storica fornita da Peppino Mazzullo, è diventato un’icona della nostra televisione, con apparizioni che vanno sin dagli anni ’60 con Canzonissima e Carosello. Romantico, ingenuo, dolce e pieno di umorismo, Topo Gigio ha avuto uno straordinario successo internazionale, dall’America Latina e gli Stati Uniti sino in Giappone. Proprio nel paese asiatico, nel 1988, la Nippon Animation produce la serie animata Toppo Jijo - Yume Miru Toppo Jijo, ovvero Bentornato Topo Gigio, sbarcata sulla televisione italiana nel 1992. Già nel 1967, però, il grande Ichikawa Kon realizzava questo Toppo Jijio no botan senso, distribuito anche negli Usa con il titolo Topo Gigio and the Missile War.

Topo Gigio non riesce a dormire, a causa delle troppe luci al neon e al gran rumore provocato dalla città. Decide quindi di uscire e inizia a vagare nella giungla urbana. Non pochi sono i pericoli che affronta, dalle persone che rischiano di calpestarlo a un gruppo di spie che vogliono scatenare una guerra missilistica. Solo un palloncino rosso gli si avvicina da amico e con il suo aiuto riesce a sventare il piano delle spie.
Pur lavorando su un progetto commissionato, si tratta per Ichikawa, storico autore di The Burmese Harp/L’arpa birmana (1958), quasi di un ritorno alle origini, avendo lavorato nel mondo dell’animazione si dagli anni ’30. Lavora infatti come disegnatore durante la Guerra e nel 1947 realizza la sua opera prima, il mediometraggio a pupazzi animati Musume Dojoji.
Come ne L’arpa birmana, anche in Topo Gigio e la guerra del missile vi è un profondo messaggio pacifista che ben si addice al personaggio di Gigio. La pellicola è garbata, tenera, ben realizzata, meno infantile di quello che potrebbe sembrare e altamente poetica. Ichikawa, attraverso gli occhi di Gigio, mostra un mondo visto dal basso, in cui gli attori non hanno davvero volti, ma piuttosto voci, gambe e scarpe. I personaggi si differenziano infatti per i colori dei calzini (rossi, gialli, blu, verdi e viola). La scenografia è nera, quasi una quinta teatrale, e ci si concentra sul personaggio principale e sul suo palloncino rosso. Un favola in cui l’ingenuità si va a scontrare con la modernità, e il finale non è conciliante. Topo Gigio perde l’amico ed è, per questo, in lacrime.


paese: Giappone, Italia
anno: 1967
regia: Ichikawa Kon
sceneggiatura: Ichikawa Kon, Ei Rokusuke, Federico Caldura, Alberto Ongaro
attori: Nakamura Meiko (voce di Topo Gigio), Fuse Koichi, Fuyuki Goro, Negami Tadashi, Sono Yakumo, Sunaga Takashi, Ohira Toru, Kobayashi Keiju



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