You are here:   Home Film Cina Let the Bullets Fly (2010)

Let the Bullets Fly (2010)

Tuesday, 23 August 2011 01:02 Paolo Villa Film - Cina
Print

let_the_bullets_fly_0Nella Cina degli anni '20, un periodo tumultuoso di signori della guerra, imperatori instabili e rivoluzioni fragili destinate a durare il tempo di una primavera, la banda del bandito Zhang il butterato rapina un treno tirato da cavalli bianchi. Il treno sta portando alla città di Goose City il nuovo governatore Ma Bangde e il suo consigliere Tang, un burocrate dalla lingua dorata e il cervello fino. Non trovando bottino sufficiente, Zhang decide di dirigersi comunque verso Goose City con i suoi scagnozzi, accompagnato da Tang e dalla moglie del governatore. L’obiettivo è quello di insediarsi e di cercare di arricchirsi fingendosi lui stesso il nuovo governatore. Una volta giunti in città, tuttavia, diventa chiaro che Zhang non ha alcuna intenzione di fare soldi al modo canonico per i politici del tempo (e solo per loro, eh?), e cioè spremendo i poveri e alleandosi coi ricchi, ma vuole invece “far soldi mantenendo la testa alta”. Questo gli crea da subito dei problemi con il signorotto della città, un certo Huang, potentissimo padrino del traffico di oppio ed esseri umani di metà della Cina. Le cose precipitano quando il figlioccio di Zhang/Ma viene costretto dai compari di Huang al suicidio, con l'accusa di aver mangiato due scodelle di noodles avendone pagata una sola, e Zhang promette di vendicarlo nel modo peggiore possibile, e cioè umiliando il nemico fino ad annientarlo nello spirito, prima che nel corpo.

Let the Bullets Fly, quarto film da regista di quello che è forse il più grande attore cinese della sua generazione (da Sorgo Rosso e Addio Mia Concubina, passando per The Missing Gun e fino al recente ruolo di Cao Cao nell’epica in costume ispirata al Romanzo dei tre Regni di Lost Baldesman, firmato da Alan Mak e Felix Chong), succede al suo precedente The Sun Also Rises e non solo temporalmente. Il film infatti parte da dove ci aveva lasciato The Sun Also Rises, con un treno che sbuffa il suo pennacchio bianco e le bellissime musiche di Hisaishi Joe, per poi cambiare pelle più volte in un rimescolarsi di generi, citazioni, riferimenti colti, schermaglie verbali e balistiche, doppi e tripli giochi, rapporti di amicizia virile, allegorie e riferimenti politici nemmeno troppo velati. Il tutto viene scandito da un ritmo travolgente e da dialoghi che fanno largo uso di ironia, anche nera, e ambiguità semantiche che hanno del gioco di specchi e di parole, come del legame profondo a una cultura cinese tradizionale che sembra resistere alle rivoluzioni culturali e post-industriali che hanno plasmato la Cina degli ultimi cento anni.
Un calderone satollo di omaggi e citazioni al cinema di Leone, Kurosawa, Tsui Hark, Stephen Chow, Jeff Lau, John Woo, Kusturica, Tarantino e che grazie alla regia salda, al montaggio travolgente e alle interpretazioni straordinarie del terzetto inedito Jiang – Ge – Chow (quest’ultimo in un duplice ruolo che arriva persino ad ammiccare al suo Chocolate in God of Gamblers) riesce a far dimenticare qualche stortura narrativa e gli effetti digitali non di prima categoria, nonché a far segnare il titolo sul tabellone dei film cinesi che han incassato di più nella storia, sopravanzando nientemeno che il compiacente, telefonato e lacrimoso per forza Aftershock di Feng Xiaogang (che qui ha anche un cameo).
Insomma, grande cinema polare come in Cina non si vedeva da tempo, Let the Bullets Fly è un’altra perla nel paniere di Jiang Wen, forse la meno autorialmente ardita e cinematograficamente interessante, ma pur sempre una prova davanti a cui non resta che levarsi il cappello.


paese: Cina
anno: 2010
regia: Jiang Wen
sceneggiatura: Jiang Wen, Jue So-chun, Shu Ping, Guo Jun-li, Wei Xiao
attori: Jiang Wen (Zhang), Ge You (Tang), Chow Yun-fat (Huang), Carina Lau, Shao Bing, Zhang Mo, Chen Kun



Dim lights Embed Embed this video on your site

sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook