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Film

Nightmare Detective (2006)

nightmare_detective_1_0Costante del cinema di Tsukamoto Shinya è il sublime connubio tra metallo, carne e sangue. Si tratta di elementi ben evidenti sin dall’opera che diede a Tsukamoto grande richiamo internazionale, quel Tetsuo (1989) che rappresenta a buon diritto uno dei capolavori del cinema indipendente e alternativo giapponese. Questa costante ritorna con successo nell’ambizioso Nightmare Detective, film noir che entra, letteralmente, nei meandri della mente umana.

 

Pain / Pained (2011)

pain_0Lui, Nam-soon, non prova dolore fisico e recupera crediti, lei, Dong-hyeon, è malata di emofilia e piena di debiti. Tragedie del passato e del presente per due vite condannate all'infelicità che riescono, nell'amore, a ritrovare un barlume di senso dell'esistenza. Forse effimero.

 

Silenced (2011)

silenced_0L'idealista Kang In-ho si appresta a insegnare in una scuola per sordomuti nella provincia di Gwangju, ma le sue aspettative si infrangono di fronte a una drammatica realtà di maltrattamenti e brutalità. Dapprima timoroso di intervenire di fronte a ciò che vede, Kang trova il coraggio di agire nel momento in cui scopre verità ancor più orribili su quel che succede negli uffici del preside della scuola.

 

Thermae Romae (2012)

thermae_romae_0La trasposizione del peculiare manga di Yamazaki Mari, presentata in anteprima mondiale al Far East Film Festival di Udine, è una commedia disinibita e sbarazzina che nella sua formulaicità dichiaratamente commerciale riesce a strappare più di una risata. Takeuchi Hideki, già regista della serie tv e dei lungometraggi di Nodame Cantabile e della mini di Densha Otoko, mescola con divertita gigioneria richiami all'impero romano e moderne tecnologie dei bagni giapponesi, in una commistione bizzarra e inusuale. I difetti sono evidenti, primo su tutti una certa inesportabilità del prodotto, ma nel complesso Thermae Romae rimane uno spiazzante esempio di dislocamento culturale.

 

Lost Paradise in Tokyo (2009)

lost_paradise_in_tokyo_0Famiglie disfunzionali, sogni irraggiungibili, povertà suburbana e disillusione si fondono nell'esordio di Shiraishi Kazuya, in passato assistente regista per Wakamatsu Koji e Yukisada Isao. Lost Paradise in Tokyo è un film indipendente girato in digitale e giocato in sottrazione, che parte dalla superficie (le aspirazioni di una ragazza, il funerale del padre di un ragazzo) per scavare fino a mostrarne la quotidianità sempre più inconsueta. Morbosità e spunti surreali procedono insieme per raccontare il Giappone post bolla economica.

 

Punch (2011)

punch_0Fin dal suo esordio con il toccante Lover's Concerto (2002), Lee Han si era posizionato nell'alveo delle storie romantiche urbane, con uno sguardo furbo eppure sempre attento alle più minute sfumature sentimentali. Il suo quarto lungometraggio, dopo il frizzante Almost Love (2006) e l'episodico My Love (2007), rappresenta in questo senso un'evoluzione: Punch, tratto da un best seller di Kim Yeo-ryung, interseca racconto di formazione e buddy movie, facendo scontrare un insegnante disilluso e un ragazzo introverso figlio di un ballerino di cabaret gobbo e di una madre ignota. Giostrando con empatia tra derive popolari buoniste e sferzate ciniche, Punch è stato inaspettatamente il terzo più alto incasso tra i film coreani del 2011, dopo Sunny e Arrow, the Ultimate Weapon/War of the Arrows - dimostrando come blockbuster non faccia necessariamente rima con produzioni ultracostose.

 

Happy Life, The (2007)

happy_life_0Le vite difficili, economicamente e a livello matrimoniale, di Gi-yeong, Seong-wook e Hyeok-su sono sconvolte dall'improvvisa scomparsa di Sang-woo, leader della rock band giovanile che un tempo li univa. Gi-yeong, come posseduto, vuole riformare la band, a dispetto dell'anacronismo rispetto all'età che avanza. Dopo aver convinto i suoi soci, gli Active Volcano ritornano sulle scene, riscuotendo un sorprendente successo.

 

Hard Romanticker (2011)

hard_romanticker_0Un'ode alla violenza da strada che unisce la furia nichilista di Outrage (Kitano Takeshi, 2010) alla sfrontata patina cool dei giovani teppisti stile Crows Zero (Miike Takashi, 2007). Gu Su-yeon, giapponese di origini coreane, imbastisce uno scontro permanente a partire da un suo libro semi-autobiografico: sotto le apparenze di ritratto della gioventù deragliata contemporanea nasconde un attacco alla staticità di un sistema sociale che nega l'individualismo e le differenze interne, puntando all'appiattimento alle regole precostituite. I figli di immigrati coreani - già indagati nelle varianti giovanilistiche in film come Go (Yukisada Isao, 2001) o We Shall Overcome Someday/Break Through!/Pacchigi! (Izutsu Kazuyuki, 2004) - si fanno di nuovo protagonisti, in una spirale discendente di rifiuto della sottomissione e del comune denominatore comunitario.

 

Leafie - A Hen into the Wild / Leafie - La storia di un amore (2011)

leafie_0Leafie rappresenta a oggi il più grande incasso per l'animazione coreana: dopo il successo di My Beautiful Girl Mari (Lee Seong-gang, 2002) o Wonderful Days (Kim Moon-saeng, 2003), e l'eclettico umorismo di Aachi and Ssipack (Jo Beom-jin, 2006), è la dimostrazione che anche produzioni locali di paesi senza una grande tradizione nell'animazione possono arrivare a competere a livello internazionale - si veda ad esempio anche il malese Seafood (Goh Aun Hoe, 2011) - arrivando a essere distribuiti persino nella lontana provincia italiana. Storia di maternità e crescita tratta da un libro per l'infanzia di Hwang Seon-mi, l'esordio nel lungometraggio di Oh Seong-yoon è dolce, caparbio e dalla narrazione solida, nonostante i toni eccessivamente melodrammatici di alcuni passaggi.

 

Love (Taiwan/Cina, 2012)

love_2012_0Commedia romantica corale interessante più per il contesto produttivo e le pratiche distributive che per il contenuto debitamente zuccheroso. Doze Niu, attore taiwanese attivo dagli anni '80 che ha esordito alla regia con il bizzarro What on Earth I Have Done Wrong? (2007) e si è confermato con il campione d'incassi Monga (2010), si prodiga in un film a incastri pan-cinese, impegnato a unire neanche troppo metaforicamente Taipei e Beijing col filo rosso della passione. Co-prodotto dai due paesi e distribuito in due versioni leggermente differenti (pare quella cinese sia più corta di una decina di minuti), rappresenta un punto d'arrivo della recente politica di distensione, commercialmente più rappresentativo rispetto ad altre collaborazioni recenti, come Kora, di Du Jiayi, e Great Wall My Love, di Emily Liu.

 

Mitsuko Delivers (2011)

mitsuko_delivers_0Una commedia stralunata che inneggia all'unità fraterna e disinteressata in risposta alle avversità economiche e del destino, inseguendo una società altra nell'immediato, in parallelo alla società ufficiale del capitale e dell'individualismo. Ishii Yuya prosegue la sua indagine nostalgica e insieme dadaista del Giappone contemporaneo: dai tempi di Bare-Assed Japan (2005) e Girl Sparks (2007) ha irrobustito le qualità narrative, ma riesce a conservare quell'urgenza fuori dagli schemi nello stravolgere la compattezza formale del paese in un ritratto corale di personaggi naif, strambi, un po' ottusi, ripartendo dai riconoscimenti per il precedente Sawako Decides (2010) verso nuovi orizzonti.

 


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