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ANNO 2007
REGIA Ishii Takashi
SCENEGGIATURA Ishii Takashi
ATTORI Kitajima Mai (Tsuchiya Nami), Tsuda Kanji (Okano), Nagashima Toshiyuki (Tsuchiya Yosuke), Takenaka Naoto (Katsuragi), Mikage (Junko)
GENERE Erotico
Nei suoi film sospesi tra sexploitation, pink e deriva misogino-sadica, Ishii Takashi ha sempre espresso una visione maledettamente coerente della donna come preda, angelo sacrificale inconsapevole di un maschilismo permeante e però ineludibile. Dopo l'esplorazione personale del sottogenere rape and revenge in chiave mistica con Freeze Me (2000) e la rilettura del classico della prevaricazione Flower and Snake (2004), con conseguente seguito (2005), Ishii si abbandona a un film nel film nel film che racconta i frammenti deflagrati della personalità di una donna, un'attrice, costretta a vivere una quotidianità di finzione perennemente sotto i riflettori. Lo fa tornando alla Tsuchiya Nami (questo il nome dell'attrice) già protagonista della saga di Angel Guts, iniziata nel 1978 e nata da un manga da lui stesso realizzato. In una pausa dal fitto calendario di riprese, Nami parla con un giornalista e racconta della sua vita - tra la popolarità del suo ruolo e la vita privata sull'orlo del divorzio dal marito, a sua volta attore. L'attrice è impegnata in tre distinti film, "What's Going On", "Left Alone" e "Blackbird", tutti e tre in qualche modo legati alla sua situazione. Nel primo è una donna che reagisce al tradimento del marito andando a letto con altri uomini; nel secondo, scoprendo il marito a letto con l'amante, uccide entrambi; nel terzo è la moglie di un poliziotto ucciso dalla yakuza che cerca giustizia da sola. L'intervista e i tre film raccontano frammenti di verità del suo stato, ma la somma non è niente di più vero che una menzogna, come - probabilmente un po' ingenuamente - stabilisce il finale, che ribalta ruoli e prospettiva.
Senza dimenticare il solito retroterra di sadismo, masochismo e feticismo per corpi e meccaniche di seduzione e abbandono, The Brutal Hopelessness of Love è un caleidoscopio vorticante di erotismo psicotico-ossessivo che scava senza inibizioni nella sessualità pulsante e straripante dei sensi di colpa e nel legame di dominazione e sottomissione di una donna sperduta con il mondo esterno. Un viaggio allucinato e sicuramente scomodo, capace di irritare, offendere o colpire, che funziona non tanto nella sua evidente artificiosità, ma per la sua intollerabile coerenza.

Stefano Locati

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THE BRUTAL HOPELESSNESS OF LOVE
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