HOME FILM LIBRI ARTICOLI INTERVISTE FESTIVAL LINKS CREDITI
-HOME > RECENSIONI > GIAPPONE > INFECTION
ANNO 2004
REGIA Ochiai Masayuki
SCENEGGIATURA Kimizuka Ryoichi, Ochiai Masayuki
ATTORI Sato Koichi, Sano Shiro, Takashima Masanobu, Hada Michiko, Maki Yoko, Hoshino Mari
GENERE Horror
Orari assurdi, mancanza di personale medico, inesperienza degli infermieri, stipendi latitanti, infrastrutture cadenti, strumenti e macchinari inadeguati: può sembrare strano, ma non si tratta della descrizione di un qualsiasi ospedale nostrano, quanto dell'efficiente Giappone. Teatro della vicenda del primo film del J-Horror Theater - ossia sei film prodotti da Ichise Takashige a raggruppare tutti i più noti registi della new wave horror giapponese - è infatti un ospedale sull'orlo dell'abbandono. Al suo interno, in un'unica notte di disperazione, si spalanca un baratro di morte e terrore. Una serie di sfortunate concause porta al decesso per incuria di un paziente, un malato terminale. I dottori, consci dei rischi cui sono sottoposte le loro carriere, e del fatto che l'uomo non aveva parenti, decidono di insabbiare le prove e firmare un verdetto di decesso per cause naturali. Ma un misterioso morbo, apparentemente portato da un ferito dimenticato nella sala emergenze, inizia a diffondersi e a mietere vittime. I corpi sono trasformati in blob putrescenti che si disfano in un liquame verde. Lo staff, in una corsa frenetica per fermare l'epidemia, inizia a indagare sulla malattia sconosciuta, ma i risultati scarseggiano e la follia dilaga. Mescolando horror psicologico, insani tocchi di gore e un pizzico di ghost story, Ochiai Masayuki tenta di liberarsi dal fardello di Ring e compagni (ossia l'idea, sbagliata, che in Giappone si producano solo classiche storie di fantasmi dai capelli lunghi) sciogliendo le briglie a un film low-budget delirante e selvaggio, che osa sopperire con fantasia agli evidenti impasse dell'intreccio. Al regista di Parasite Eve e Hypnosis basta un'unica location, un pugno di attori e l'idea basica (le catene della colpa e la malleabilità del cervello umano) per assemblare una pellicola cruda, diretta, che schiaccia nel vortice visivo-allucinato ogni perplessità sul contenuto. Infection, traduzione dell'originale Kansen, sfoggia una coerenza-a-oltranza che ha dell'ipnotico, riuscendo ad ammaliare pur nell'atmosfera malsana di cui si ammanta.

Stefano Locati

top

INFECTION
INFECTION
INFECTION
INFECTION
INFECTION
Asia Express © Hong Kong Express - Tutti i diritti riservati